Read Night's Lies by Gesualdo Bufalino Online

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In an island fortress prison, four political prisoners, sentenced to death for plotting against the Bourbon monarchy, spend their last night before they go to the guillotine. As they see the scaffold set up, they search through their past to find some pattern that will give meaning to their fate....

Title : Night's Lies
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ISBN : 9781860461101
Format Type : Paperback
Number of Pages : 160 Pages
Status : Available For Download
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Night's Lies Reviews

  • lorinbocol
    2019-03-27 12:21

    va bene le mille e una notte e il decameron (che viene pure citato esplicitamente due volte) per la cornice all'interno della quale si sviluppano altre narrazioni. ma qui c'è anche un accidenti di eco di agatha christie: un pugno di personaggi su un'isola di forma sinistramente antropomorfa, costretti a una convivenza forzata, in una finestra di tempo ristretta in cui ciascuno racconterà (forse mistificando) la propria storia, per traccheggiare con la morte. fino al colpo di scena finale - che bufalino addirittura raddoppia - e a una conclusione con disvelamento tramite lettera postuma.perdinci, il canovaccio di dieci piccoli indiani innestato di riflessioni esistenzial filosofiche, aneliti rivoluzionari in contesto pseudoborbonico, e gioco di rimandi letterari sparsi.piaciuto, molto.

  • Roberto
    2019-04-02 13:24

    Un capolavoro, un libro perfetto, un romanzo che può cambiare la vita di una persona, splendido, colto, intelligente, scritto in modo incredibile, ogni parola al suo posto, straordinario, affascinante, geniale, inimitabile, avvincente.Ecco un estratto dei vari commenti che si trovano in rete su questo libro di Gesualdo Bufalino, vincitore del premio Strega nel 1988. Come resistere alla tentazione di leggerlo?Il libro, che può ricordare il Decamerone o le Mille e una notte, è scritto con uno stile ricercatissimo, ottocentesco e raffinato per introdurre il lettore nell’atmosfera dell’epoca. Le recensioni che ho letto parlano di gioco, di divertimento, di ironia, di profondità, di fascino, di finale a sorpresa entusiasmante e illuminante. Io però la folgorazione non l'ho avuta, purtroppo, l'entusiasmo non l'ho provato e l'illuminazione era evidentemente diretta altrove. Ho percepito invece la lentezza della narrazione, la scrittura monotona, le situazioni troppo costruite, l'attesa di un decollo del libro che purtroppo non ho visto.Mi ha ricordato una costruzione architettonica meravigliosa (l'Expo?) ma senza scopo. Merletti e fregi di pregio su una scatola vuota. Uno sfoggio culturale fine a sé stesso.Bufalino scrive benissimo, ma purtroppo il mio pragmatismo mi impedisce di apprezzare un testo che privilegia l'estetica della parola al contenuto.M’impaura dunque sentirmi zimbello nel vento d'una storia mirabile che non ho ben compreso. Ne traggo dunque coscienza che un cosiffatto genere non fa proprio per me.Non oso dunque, in cotal guisa, avventurarmi a valutar codesto libro.

  • Grazia
    2019-03-26 18:36

    Quando una lettura non fa proprio per te...Mi sono accostata a questo romanzo grazie alle entusiastiche e mirabolanti recensioni trovate su Anobii.Curiosa son curiosa, e mi piace mettere il naso un po' dappertutto per farmi sempre un'opinione personale.Ora. Questo è un breve romanzo da affrontare sapendo bene (ma bene!) ciò cui si va incontro. Un dotto, dottissimo divertissmant dell'erudito Bufalino, un gioco di specchi denso di rimandi e citazioni che io NON son stata in grado di cogliere.Ma per rendere ancora maggiore 'la burla', anche la scrittura del romanzo viene fatta simulando la scrittura ottocentesca, una scrittura barocca, coi riccioletti. ... di più con la permanente proprio!Ergo. Probabilmente un esercizio di pregio. Probabilmente una bella cosa. Che io mi astengo dal valutare.Son arrivata in fondo solo perché veniva più volte citato in tutte le recensioni un finale epocale gran trovata d'ingegno.Sarà. ...Sicuramente rimarrà l'unico Bufalino in libreria!

  • Marica
    2019-04-04 17:31

    Innumerevoli lampi come lividi gigli fiorivanoQuesto breve libro ha molte qualità. Ha una struttura molto classica: cinque storie sono incastonate in una cornice che è a sua volta una storia emozionante. La narrazione ha il ritmo scandito dalle ore che passano: si tratta di un'ultima notte, o forse no: la scelta è in mano ai cinque personaggi che raccontano la loro storia. La fine è nota ma il mistero rimane aperto: una grande vittoria ottenuta con l'astuzia potrebbe essere stata una beffa travolgente. La vicenda si svolge in un Regno delle due Sicilie già attraversato da idee risorgimentali, eppure quantomai rurale e remoto, tanto da avermi ricordato le atmosfere di Il racconto dei racconti, non dell'opera di Basile che non ho letto, ma del film di Matteo Garrone (l'orco però non c'è :). Ho trovato quest'ambientazione affascinante, perché l'Italia meridionale ha una storia molto complessa e poco conosciuta anche alla gente del luogo e che varrebbe invece la pena di conoscere.Gesualdo Bufalino (nome bellissimo) scrive in un Italiano sontuoso intonato con quello dell'epoca ma anche misurato; non suona mai pedante o arcaico. I suoi personaggi sono molto romantici: tutti, dal primo all'ultimo, si sono fatti trascinare da passioni e sentimenti come foglie in balia del vento (di una bufera infernal che mai non resta: sono vite abbastanza sciagurate).Anche i personaggi minori sono raccontati in modo interessante, se ne coglie tratti di bonomia e umanità che mi hanno fatto piacere, dato che accompagnavano i personaggi principali al compimento del loro destino. Fuori dalla stanza dove i protagonisti sono riuniti infuria la tempesta: si sente vibrare l'elettricità nell'aria, si sentono gli schianti dei fulmini, il frangersi delle onde sulle scogliere, il sollevarsi di nubi di acqua salsa nebulizzata, con l'intensità con la quale si percepisce il mondo quando il tempo volge al termine.Questo fascio di suggestioni e immagini è contenuto in 176 pagine e questa è l'ultima meraviglia di Le menzogne della notte: altro che Grande Romanzo Americano (o no) da 1200 pagine e 3,5 chilogrammi.

  • Dolceluna
    2019-04-17 19:40

    Su un’isola penitenziaria, quattro personaggi, un barone, uno studente, un soldato e un poeta, trascorrono l’ultima notte prima di venire giustiziati, colpevoli di una congiura. Chiusi nella loro prigione e sotto la supervisione di Frate Cirillo, si raccontano, a turno, le loro disavventure, consapevoli che, se uno di loro all’alba rivelerà il nome del capo della congiura, tutti avranno la vita salva.Chiariamo subito una cosa fondamentale: Bufalino scrive meravigliosamente. La lettura del suo “Diceria dell’untore” mi ha incantata al punto di ricercare altro di lui. Solo che là la storia principale era semplice, una pennellata tenue su uno sfondo quasi barocco. Qua invece la storia, o meglio una cornice di storie nella storia, è più complessa e avvincente, con dei soggetti che mal si prestano alla sua scrittura raffinatissima e preziosa. In altre parole, paradossalmente, per una storia del genere, Bufalino ha scritto fin troppo bene. Col risultato che alla fine ho faticato a seguire la storia stessa, e mi sono persa, riducendomi a leggiucchiare la seconda metà del libro, come faccio talvolta con i libri che non mi catturano.Memore delle stelline assegnate a “Diceria dell’untore” , sono perplessa sul voto da assegnare a questo, ma devo essere onesta con me stessa: non mi è piaciuto. Tanta atmosfera e tanta eleganza, ma anche tanta fatica nel seguirlo.

  • pierlapoquimby
    2019-04-23 18:42

    Benché non se ne conservi traccia scritta e la lontananza dai luoghi in questione mi impedisca di raccogliere e documentare le relative testimonianze, è fuor di dubbio che nel mese di novembre dell'anno 1920 strani fenomeni ebbero a manifestarsi dalle parti di Comiso: dipinti presero vita, melograni sanguinarono, devote vedove corsero nude per le campagne.E in quel rigurgito ultradimensionale di materia barocca lo spirito di Calderón de la Barca dev'esser fuggito via dal non-tempo in cui certamente s'annoiava per reincarnarsi nel corpo di un infante siculo, appena venuto alla luce.Alcuni decenni dopo se ne sarebbero apprezzati gli effetti.

  • Dvd (polemologico e pantoclastico)
    2019-04-19 13:32

    Libro quasi perfetto. Lessico barocco, ma mai casuale. La trama è molto intelligente e fa leggere le pagine, che non sono facili, una dietro l'altro. Finale quasi commovente. Bufalino scrive proprio bene: un'esteta della lingua che ne esplora le varie forme in maniera davvero ammirevole. Sarebbe da 5 stelle, ma i troppi quasi della recensione fanno propendere per le 4; rimane comunque indiscutibilmente un romanzo di alto livello.

  • Procyon Lotor
    2019-03-25 15:21

    ..._ ------------------------------------------------------------------ 23 anni dopo ------------------------------------------------------------------ Fidiricu Nicci e Turi Scioppanari s'incuntraru d'int 'u carzaru. In chisto loco, n�vuro e petrosu, cominziaro a ragiunari si la vita fusse fantasima di morti comu faribbi l'omu pi addrumari la luci di canuscenza? Scecco � l'omu, si nun sapi lu veru da lu favuso, e di cambiarisi si scanta. Astuto - nel senso di spengo, questo falso siciliano male arrangiato (vogliano le signorie loro perdonarmi coi pi� sentiti nostri ossequi), solo per la netta sensazione d'aver riletto un racconto filosofico elaborato da due nichilisti sociali e psicologici, rinati inveche ne nel paese loro originario, in Sicilia. Perch� sicilianissimo � il gioco delle ombre, dei rimandi, del pensare diverso da ci� che di dice ma ancor pi� da ci� che si crede, per ingannare anche s� stessi. Ma pure astuto il racconto. In un italiano sontuosamente desueto e volutamente ottocentista, teatrante, con esagerati leziosismi apocrifi di chi trasuda verbi e aggettivi per secoli ingeriti nello scirocco pi� spietato, claustrofilo al punto di carcerare la vita fuori dalle mura, di condannare a morte ogni credenza, ogni fede, e religiosa e morale e civile. Di costruire cataste di peccati originali, pareti di fraintendimenti, maschili stupri della qualunque speranza, dove un muro marcio � sadica invenzione di carceriere costruita a riidosso della vera roccia, per illudere l'evasione. E la finestra, anzi lo strombo, d� sulla rupe. Particolarmente intossicante la creazione di una serie di ragionamenti, per darti scacco da solo: un automatto. Ci� che desideri tenderai a crederlo. Ci� che tenderai a credere, ti inganner�, ci� che ti inganner� ti perder�. Vuoi il danaro, non lo spenderai che per esso, vuoi il potere? Ti rinchiuder�, vuoi spiegare? Ti attibuiranno interessi e verrai frainteso. Vuoi pace? Susciterai conflitti. Lotti per la libert�, l'uguaglianza, la fratellanza? Altre catene, immani divisioni, capitali schiavit�. Vuoi l'amore? Ti violenteranno o rimarrai solo. Ami il linguaggio, lo userai per raffinatissime menzogne a chiave, misteri racchiusi in un enigma raccontati come un indovinello. Smetti di desiderare, morirai. Sei libero di scegliere solo il tuo distruttore, e tuo fratello � uguale a te tranne che per il nome: Caino. Vuoi la morte? La vita invece si spiega su una scacchiera coi lati aperti, indeterminata, con pezzi di sette colori e strane forme. E'la chiusura, la mera applicazione della logica e delle regole che porta al nulla. C'� di pi�. Ti obbliga a cercarlo il di pi�, non puoi fare altro. Strano capolavoro, pi� di vent'anni fa era un altro libro. Almeno un altro libro. Del resto, non scelsi di nascere, che cosa ancora pu� capitarmi? *** C'� una perfusa teoria che snobba la letteratura italiana del '900. Se ripenso a Gadda, Bufalino, Fenoglio, Landolfi, Sciascia, Morselli, Flaiano, Arbasino eccetera, non posso sentenziare altro che � un'infantile assurdit� maturata in menti a bagnomaria. O cervelli obnubilati dal ketchup. Certo � difficile, ma il bello pur non essendo il difficile, � difficile. Forse il bello sta diventando desueto. Non si porta pi�? colonna sonora Nils Petter Molvaer - Khmer

  • Jim Fonseca
    2019-04-11 13:36

    In this work, translated from the Italian, four men face execution by guillotine in the morning. They are rebels, anti-monarchists, anarchists. Their jailer tries to dupe them into revealing the name of their leader in exchange for their lives. Will they take him up on his offer or not? Only one has to give up his name for all of them to go free. They spend their last night awake, gazing through the moonlight at the contraption that awaits them, telling stories of their (mostly) young lives, their first loves, and how they got to where they are. So it's structured like four short stories. But, unknown to them, as they bare their souls, they have an audience. What secrets will they reveal? The title, Nights Lies, gives us a clue. Although published in 1988 it is written in a style as if it were written in a time contemporaneous to the story, in the mid-19th Century. It's an interesting book, winner of Italy's Strega Prize, short, but slow in places.

  • Lesley
    2019-03-27 14:35

    The place of confinement is an island fortress, "It is known as an island but ought to be called a rock. For it is nothing more than a stack of volcanic tufa heaped up into the form of an enormous snout, wearisomely steep in some places, but for the most part bare, sheer crag. The strip of sea between it and the mainland is no wider than a keen eye can traverse. None the less to cross it, be it through the malice of the winds or of the currents, is a hazardous business for vessels, and totally beyond the power of any swimmer. No one is ever known to have escaped but their remains have been recovered, glaired with seaweed and mauled by fish on the rocks of the Black Foreland".The Governor is Consalvo De Ritis, (nicknamed 'Sparafucile' after the great bass opera role for his fondness for gunfire), who rages against the weakness brought on by his illness, depicted as a rat which has crawled in through the Governor's ear and taken up residence in his brain.The four condemned prisoners are Ingafu, a baron, "hardened malefactor and assassin"; Saglimbeni, self-styled poet, "an imposing adventurer if ever there was one"; Agesilaos, soldier,"of a circuitous cast of mind, delighting in every kind of cavilling argument" and Narcissus, student, seething "with mutinous feelings towards any authority whatever." These are the Four Evangelists to the Cabal, members of the Republican Directory or 'the Holy Office', which acts as an intermediary between their obscure leader known as 'God the Father' and his more lowly disciples. Apprehended after exploding a bomb in an attempt to kill the King, the four are lodged together with another doomed criminal, Brother Cirillo, "A God-fearing, sanguinary brigand...of vast intelligence...and by no means ignoble birth". The five are sentenced to die at dawn by guillotine. However, the revolutionaries are offered a chance to save their lives - will they betray God the Father? Brother Cirillo suggests that the four spend the hours before dawn, while they are deciding, by telling instructive moral stories from their lives, in the time-honoured fashion.In his story, "Narcissus saved from the waves", the student recalls cross-dressers and disguises; the second-guessing baron takes on the identity of his dead brother; the soldier/priest corrupts his fellow orphans and kills his creator, while the poet sees the reflection of a bearded cannibal bandit next to his own in a pond. Each is a tale of deception, double-dealing and masks.The literary and philosophical allusions are all apposite - the Decameron, Byron, Pascal, George Sand, are called upon. The tales themselves are reminiscent of Calvino's "The Cloven Viscount" and "The Baron in the Trees", but even more so of the illusory and ghastly and remarkable "Moravagaine."At the conclusion, Cirillo expresses his disgust - rather than a confession or philosophical truth, each man has paraded his weaknesses in a petty, self-serving story, false and facile..."you have all revealed yourselves in my eyes as either evil, or weak, or foolish - tiny souls a-shiver in a tinsel splendour". And that is Bufalino's point. Cirillo rants against the existential 'injustice' "of neither you nor I nor any one of us having a solid, imperturbably responsible 'I' of his own. For my own life, no less than yours, my brethren and antagonists, has been naught but a steady flow of multiple perceptions within a multiple self...My fate has been the selfsame fate as yours, for I have been listening to you, some more some less, falling in the same shiftings and shadow-play, and exchanges of personality and blindman's-bluff, which has been the warp and the weft of my own life. We resemble, all of us together, the rotting shreds of dismembered cartulary. Small-part actors, you and I are, in an endless sham, Mummers in a weird and an odious misunderstanding."Given these themes, the twist is not a totally unexpected surprise, but the intriguing after-twist makes the reader think again about ambiguous details here and there, which seemed out of place on a first reading.Bufalino is not well-known now, although 'Night's Lies' won the Strega Prize in 1988 (other winners include Pavese, Moravia, Morante, di Lampedusa, Landolfi, Levi and Eco) and a library is named for him in his home town of Cosimo, Sicily. Bufalino's prose, via Patrick Creagh's excellent translation, is picaresque, rollicking, rich and amusing, although the stories do lag at times. Read this while working-up to Moravagaine. But a warning. Neither is a work for the prudish or faint of heart.

  • Nibdawos
    2019-04-11 13:28

    Come molti lettori anch'io ho comprato "Le menzogne della notte" dopo aver letto "Diceria dell'untore"; al confronto di quel capolavoro questo libro è stato per me una delusione. Il gioco a incastri messo in atto dallo scrittore mi sembra funzionare stancamente e sia i personaggi sia alcune trovate mi sono parsi poco originali; il colpo di scena finale, poi, bolso e prevedibile. Si stenta a credere che "Diceria" e "Menzogne" siano dello stesso autore; questo libro mi ha ricordato certe opere di Camilleri successive al boom del commissario Montalbano, create senza troppo impegno su una idea (nel caso di Bufalino, lo scontro di psicologie in un luogo chiuso nel corso di una sola notte) che non riesce a spiccare il volo. Ho messo tre stelle per timore di essere troppo negativo

  • Francesco Strocchi
    2019-04-19 12:21

    forse mi era piaciuto di piu' alla prima lettura anni fa, cioe' venti anni fa. Probabile che lo lessi vicino ai Dieci Piccoli Indiani della Christie, un libro che ora ha un altro titolo. Anyway, non e' poi un giallo e mi fa pensare a Sciascia: dare forma al mistero, e sapere che tale rimane, giacche' la soluzione non c'e'. Ma il linguaggio e' cosi' barocco da stordire, un siciliano coltissimo che gronda lirica esattezza e forse ormai abituato al breve, al corto e alla prosa anglosassone finisce che mi annoia. Ma e' un parlare davvero siciliano che associo a persone che conosco. Comunque sotto questo ornatum c'e' appunto il vuoto e il mistero, si tratta di scavallare il barocco. Una volta fatto, rimane la canicola o il volo del cane Bendico' nel Gattopardo.

  • Maurizio Manco
    2019-03-31 16:34

    "Chi siamo? Metafisici niente." (p. 129)"Noi, gli uomini, chi siamo? Siamo veri, siamo dipinti? Tropi di carta, simulacri increati, inesistenze parventi sul palcoscenico d'una pantomima di cenere, bolle soffiate dalla cannuccia d'un prestigiatore nemico?Se così è, niente è vero. Peggio: niente è, ogni fatto è uno zero che non può uscire da sé. Apocrifi noi tutti, ma apocrifo anche chi ci dirige e raffrena, chi ci accozza o divide: metafisici niente, noi e lui, mischiati a vanvera da un recidivo disguido; nasi di carnevale su teschi colmi di buchi e d'assenza..."(ibidem)

  • Gijs Grob
    2019-04-02 12:37

    In het midden van de 19e eeuw brengen vier samenzweerders hun laatste nacht door in hun cel, terwijl op de binnenplaats van hun gevangenis hun schavot wordt opgebouwd. De vier vertellen elkaar en een vijfde gevangene, een tevens tot dood veroordeelde bandiet, elk een gedenkwaardige episode uit hun leven. (view spoiler)[Een en ander komt in het laatste hoofdstuk echter in een heel ander licht te staan (hide spoiler)].Met 'de leugens van de nacht' heeft Bufalino een vrij klassieke roman geschreven. Er is eenheid van plaats en tijd, en één enkele premisse waar de roman om draait. Niet alleen zijn setting, ook zijn taal is gedragen, erudiet, ouderwets en doet 19e eeuws aan. De plottwist is interessant, net als Bufalino's spel met de waarheid, dat echter vooral op een intellectueel-filosofisch niveau blijft hangen, zonder de kracht te bereiken van bijvoorbeeld een 'De muur' (The Wall). Bufalino's roman is te veel een intellectueel spel: echt meeslepend wordt het nergens, laat staan een pageturner...

  • Tanja
    2019-04-19 13:21

    I am not even sure how I came to pick up this book, probably a recommendation from someone or other. I am also not sure how to describe the book: a group of political prisoners willing away their final night on earth by telling the stories of how they became embroiled in the political struggle, having, unbeknowing to them a traitor in their midst, and thus unwittingly give up their biggest secret and the revolution's biggest asset: the identity of their leader. Then again, it could also be that they did know of the prisoner planted in their midst to spy on them, that the stories they told were scraps of false information sparsed out in order to divert suspicion from the real leader to someone else. Maybe it was all a big ploy to get rid of a political rival? Or maybe they were fooled after all. Difficult to say. Maybe it is the reader that was fooled; halfway through I was getting impatient with the characters: if I had figured out that the rebel leader sharing their cell encouraging them to tell stories was too good to be true, why couldn't they? Then again, they might have. Oh, confusing. But for whatever reason, the book did not thrill me.

  • Lella52
    2019-04-19 11:40

    E’ un romanzo bellissimo, un capolavoro! Bufalino era un grande scrittore che possedeva una stupefacente abilità nell’uso della lingua italiana: questo libro è vera letteratura. Essendo ambientato nell’’800, l’autore ha voluto usare un linguaggio antiquato, rendendolo un romanzo originale; all’inizio, per qualche pagina ho faticato a seguirne la lingua , poi le parole ricercate mi hanno ammaliato. La trama è avvincente, i personaggi sono ben approfonditi e le descrizioni pennellate come in un quadro.

  • Anne
    2019-04-18 13:32

    Not my thing. The night before their execution, a band of Italian criminals/rebels recount the defining moments of their life stories. Kinda Arabian Nightsish, kinda Decameron, this novel is set in the days of kings and princes. Largely lyrical, slightly lurid, likely intelligent, not witty, not intriguing, not instructive, not fast-moving.

  • Maria
    2019-03-25 19:34

    Very good history with at inesperated ending. An existencialist discuss abou what o who we are and why the human an not the animal can feel guilty. Honor, nobility, masks, lies and subtle truths slipping through the bars of a prison in the early light of the sentence.

  • Mikee
    2019-04-03 16:21

    More than a bit obscure. Though apparently highly-rated this book left me a bit cold.

  • Richard
    2019-03-28 14:30

  • Elena
    2019-04-18 12:29

    Per anni, il mio libro preferito

  • Kevin Tole
    2019-04-12 14:20

    beautifully constructed and written teaser of a book that retains a sting in the tail (tale)

  • Ken-ichi
    2019-03-26 12:39

    Whimsical and intriguing at first, this one eventually became a drag (sorry, Elisa). Some fun turns and passages, but a lot of it had me wondering about translation artifacts.